Il 27 ottobre 1986, Papa Giovanni Paolo II, invitò ad Assisi i leaders delle Chiese cristiane e delle grandi religioni.
I diversi gruppi religiosi si ritrovarono assieme a pregare: cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti, anglicani), ebrei, mussulmani, buddisti, induisti, shinto, religioni tradizionali. Si trattò di una giornata di preghiera, gli uni accanto agli altri, non più – come disse il Papa – gli uni contro gli altri. Assisi abbracciò come un’unità spirituale quelle preghiere. Si tenevano in luoghi diversi, ma erano vicine soprattutto spiritualmente. Erano 124 i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle grandi religioni mondiali e tutti vissero un giorno memorabile. Persino le guerriglie, in quel giorno, accolsero l’invito a sospendere le loro azioni di guerra. Il silenzio religioso, non il dibattito, segnò quella giornata. Quel che univa era il comune bisogno di invocare dall’alto quella pace che gli uomini non sapevano darsi. |
Giovanni Paolo II parlò di Assisi come di un “luogo che la figura serafica di Francesco aveva trasformato in “Centro di fraternità universale”. Il papa indicava quale fosse il nuovo nome di Assisi. Da quel giorno la piccola città dell’Umbria travalicava i confini della cristianità per raggiungere quelli estremi del mondo. Assisi, insomma, riceveva come una nuova vocazione, una nuova chiamata. Ed in effetti, quell’iniziativa straordinaria non restò un gesto isolato. Rappresentò una svolta nell’atteggiamento del cattolicesimo contemporaneo verso le religioni non cristiane, come pure un cambiamento per la visione che le religioni non cristiane avevano del cristianesimo. Da Assisi partiva un unico messaggio, nonostante la diversità del credo. Le religioni, nella preghiera, si ritrovano l’una accanto all’altra e, dal profondo della loro invocazione e della loro tradizione, partiva un unico messaggio di pace. Giovanni Paolo II, sulle orme di San Francesco, diveniva il servo della universale fraternità umana.
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Sulla scia di Giovanni Paolo II, il 17 giugno 2007 Benedetto XVI ha fatto visita ad Assisi, toccando luoghi significativi della storia francescana, come ad abbracciare l’intera vita del Santo Patrono d'Italia e di uno dei più venerati al mondo.
Il Pontefice, inginocchiandosi in un momento di intimità profonda, ha pregato sulla tomba del Santo, accendendo la “Luce di San Francesco”, che lì per sempre arderà a memoria della sua visita. Una luce per rischiarare ed illuminare il cammino e la vita di coloro che si accostano a Francesco, il Santo più amato dai giovani come dagli anziani, dai bambini come dagli adulti. |
| Il 27 ottobre 2011, ad Assisi, nel 25° anniversario dall’appello di Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti delle religioni di tutto il mondo nella giornata dal titolo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”. Il rinnovo solenne alla concordia tra i rappresentanti è stato sancito dal gesto simbolico dell’accensione e consegna delle lampade ai capi delegazione, i quali dopo aver ricevuto la “Luce di San Francesco” hanno sostato per qualche minuto in preghiera e silenzio. |
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